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L'attività di sorveglianza delle opere d'arte stradali è regolata nella maggior parte dei paesi europei da leggi o direttive che, pur differendo tra di loro principalmente sulla frequenza delle ispezioni, indicano modi di operare sostanzialmente analoghi a quello prescritto in Italia.

In Italia, il riferimento normativo è rappresentato dalla Circolare Ministeriale n° 6736‐61‐A1 del 19/7/67 “Controllo delle condizioni di stabilità delle opere d’arte stradali”.

L’Ispezione Principale di ponti e viadotti mira essenzialmente a valutare il livello di danneggiamento delle opere, individuando quelle per cui è necessario programmare un intervento di manutenzione.

In particolare, l’ispezione principale da eseguirsi sulle sole opere maggiori tipicamente con frequenza annuale si differenzia dall’ Ispezione Ricorrente che si esegue su tutte le opere e con frequenza maggiore.

A differenza dell’ispezione approfondita, l’ispezione principale non prevede l’esecuzione di prove ed indagini (distruttive o non distruttive) che potranno essere eventualmente attivate a seguito della chiusura l’ispezione principale, dando così avvio all’ ulteriore livello di approfondimento.

I moderni sistemi ferroviari impiegano in maniera sempre più estensiva apparati informatici per il controllo, il monitoraggio e la comunicazione sia dell’infrastruttura di terra che a bordo dei veicoli.

Per ragioni di riduzione dei costi e fruizione degli sviluppi tecnologici destinati al mercato civile e industriale, la tendenza sempre più diffusa è quella di utilizzare hardware, software e protocolli di comunicazione non proprietari ovvero standardizzati (COTS – Commercial off the shelf).

Tale scelta comporta però il rischio di esporsi ad attacchi informatici basati su metodologie sviluppate per prendere di mira obiettivi convenzionali, che risultano molto più frequenti poiché le informazioni relative ai sistemi commerciali sono assai maggiormente di pubblico dominio. Tali attacchi possono risultare particolarmente critici nei sistemi ferroviari poiché sono destinati al trasporto di centinaia di persone per convoglio la cui sicurezza non può essere sottoposta a rischi.

È quindi necessario contrastare efficacemente tali attacchi anche per evitare il rischio di un possibile facile accanimento da parte di cyber criminali interessati a ricattare (Ransomware) i gestori per ricavarne lauti guadagni. Pertanto, è necessario adottare scelte progettuali e soluzioni costruttive adeguate a contenere tali rischi in conformità agli standard relativi alle problematiche di Rail Cybersecurity quali la specifica tecnica CENELEC TS 50701 e la serie IEC 62443.